PERCHE' IL SOCIALISMO?
di Albert Einstein

Il 18 aprile scorso sono passati 65 anni dalla scomparsa di Albert Einstein. Il fisico tedesco e' a tutti noto per la sua geniale teoria della relativita'. E' meno noto invece, perche' volutamente occultato dal clero accademico, il suo credo politico che era dichiaratamente socialista e libertario. Io voglio ricordarlo con questo suo meraviglioso saggio del 1949, che sembra scritto da un Karl Marx del ventesimo secolo. In esso vibra la sua forte passione per la politica, il suo coraggioso interrogarsi sui destini dell'uomo, la sua appartenenza apertamente socialista, ma di un socialismo democratico e libertario che poco o nulla ha in comune con le esperienze coeve del Socialismo reale. Emerge una etica ed una consapevolezza profondi che fanno di Einstein non solo un grande scienziato ma anche un filosofo ed un politico di straordinaria fecondita'. Insomma un vero sapiente versatile, poliedrico e persino temerario. Si capisce allora perche' fosse uomo indesiderato negli Stati Uniti e perche' l'FBI, in pieno maccartismo, raccolse su di lui un fascicolo di 1427 pagine raccomandando che gli fosse impedito di emigrare negli Stati Uniti. In quel rapporto si sottolineava che " Einstein credeva, consigliava e insegnava una dottrina capace di permettere all'anarchia di progredire indisturbata e che portava ad un governo solo di nome". Inoltre aggiungeva che il fisico tedesco "era stato membro e affiliato di 34 movimenti comunisti tra il 37 e il 54". La storia si inarichera' di dimostrare che erano accuse esagerate e sostanzialmente false.